di Paolo Federici
capitolo 15 - l’anno 1383, ad Avigliana (nel Savoiardo)
“Signor Conte, quale vestito preferite indossare oggi?”
La servitù era schierata in attesa della risposta.
L’unica cosa certa era il colore.
Come sempre, il Conte avrebbe scelto abiti rossi.
Il padre era morto da poco, lasciandolo erede del nobile casato dei Savoia.
E lui, Amedeo VII, finalmente poteva esercitare il potere in assoluta libertà.
Sei anni prima aveva dovuto troncare la sua storia d’amore con Aurora.
Eppure lui non riusciva a dimenticarla.
Adesso avrebbe usato il suo potere per ritrovarla.
Si era sposato, è vero, ma non l’aveva fatto certo per amore.
La sposa gli era stata imposta dalla famiglia, per legare così il suo casato a
quello del re di Francia.
Non appena si era presentata l’occasione, aveva parlato con il suo uomo di
fiducia: “Ludovico, tu sei il mio migliore amico ed io ho bisogno di te”.
“Amedeo, la tua amicizia è un grande onore per me”.
“C’è una donna, che ormai non vedo da sei anni. Tu devi ritrovarla”.
“Non mi dire che stai ancora pensando ad Aurora?”
Ludovico era stato compagno di Amedeo per così tanto tempo, da conoscerlo molto
bene!
Sapeva che Aurora gli era rimasta nel cuore ed era ovvio che adesso, arrivato al
potere, Amedeo volesse ritrovare l’unica cosa della quale gli importava: l’amore
di Aurora!
Con un sorriso amaro, Amedeo riprese: “Ludovico, a te posso dirlo. Non l’ho mai
dimenticata. E’ sempre nei miei pensieri. Ho bisogno di ritrovarla. So che è
dovuta fuggire, per colpa di mio padre. Probabilmente mi odia. Penserà che
anch’io ero d’accordo. Ma questo non è vero ed io voglio almeno farglielo
sapere”.
“Non è facile trovare una donna della quale sappiamo solo il nome. Dopo sei anni
potrebbe essere andata ovunque. Comunque, se è questo che vuoi, farò del mio
meglio per soddisfare la tua richiesta”.
“Ho un dubbio che mi rode: forse Aurora, quando è fuggita, era incinta. Se così
fosse il mio vero erede, il mio primo figlio, è nato da lei. Ho bisogno che tu
trovi sia lei che quell’eventuale figlio. Io potrò così ristabilire la verità
sulla mia discendenza”.
Il compito non era facile e, soprattutto, riguardava il futuro dei Savoia.
Ludovico si sentiva onorato e lusingato, ma anche molto preoccupato.
Poteva iniziare incontrando i genitori di Aurora.
Il padre era ancora uno degli ufficiali della guardia.
Non era pensabile di affrontarlo a quattrocchi e chiedergli “dove è Aurora?”.
Ludovico doveva usare la massima cautela nel portare avanti le sue ricerche.
In un piccolo paesino dove tutti si conoscevano, non sarebbe stato difficile
allacciare un rapporto di amicizia con un vecchio ufficiale della guardia.
Bastava avere pazienza.
E Ludovico di pazienza ne aveva tanta.
“Capitano - Ludovico, che ormai aveva incontrato diverse volte il padre di
Aurora, allacciando con lui un rapporto amichevole, riteneva giunto il momento
di porre la questione - ma voi non avevate anche una figlia? Ormai dovrebbe
essere già in età da marito. Ho un cugino che deve trasferirsi qui da noi e mi
ha chiesto di cercargli moglie!”
Il capitano non intendeva raccontare i fatti suoi a nessuno.
Rispose: “se ne è andata di casa qualche anno fa. Si è sposata e vive in un
paesino sulla costa. Ormai ha passato i venti anni. E poi non credo che a vostro
cugino possa andare bene una donna ormai vecchia”.
In effetti, le ragazze si sposavano tra i sedici ed i diciassette anni.
Passati i venti, voleva dire che erano destinate al convento oppure a restare
zitelle.
Qualcuno in giro si ricordava di Aurora, ma tanta acqua era passata sotto i
ponti.
Le memorie fanno presto a cancellarsi. D’altronde c’è chi ha detto che i ricordi
sono fatti della stessa sostanza dei sogni: svaniscono all’alba.
Tramite un’amica, Ludovico aveva saputo che la madre era l’unica a serbare
ancora reminescenze affettuose di Aurora.
Ma anche lei brancolava nel buio.
Come si fa a trovare una persona sparita da così tanto tempo?
Anche con l’appoggio dell’uomo più potente del luogo, se manca una traccia, le
ricerche sono vane.
Era stata l’amica del cuore di Aurora a dare una ventata di speranza alle
ricerche di Ludovico.
“In questi sei anni, da quando Aurora se ne è andata, ho ricevuto due sue
lettere. La prima mi è arrivata quasi un anno dopo la sua partenza. O meglio,
dovrei dire dopo la sua fuga! Sì, perché Aurora è fuggita da qui, cacciata dal
padre, quando si era accorto che era incinta”.
Ludovico era perplesso.
Il dubbio di Amedeo si faceva reale.
Forse c’era davvero un erede.
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