le associazioni di categoria che intendono tutelare i "padroncini" si sono battute per ottenere una legge molto speciale, quella cosiddetta delle tariffe minime di sicurezza.
Questo cosa comporta?
Che un "titolare" di licenza di autotrasporto può, in qualsiasi momento, chiedere al suo mandante un prezzo "diverso" da quello pattuito, fatturato e pagato.
Provo a spiegare: se nella trattativa tra un autotrasportatore ed un committente viene pattuito (per l'esecuzione di un certo trasporto) un prezzo di 100, viene sottoscritto un contratto che riporta il prezzo pattuito di 100, viene emessa regolare fattura (da parte del'autotrasportatore) di 100, viene pagata (da parte del cliente) la somma concordata di 100 ... dopo qualche mese (anzi, qualche anno) l'autotrasportatore può ripensarci, quindi bussare alla porta del suo cliente e chiedere un prezzo diverso (ovviamente maggiore di quello pattuito, fatturato, pagato).
Ed il bello è che, secondo la legge italiana, il cliente deve pagare (e tacere).
Sembra che la motivazione che ha portato il Governo (precedente) a legiferare in questo senso sia dovuta alla voglia di tutelare gli autotrasportatori.
A me sembra che invece permetta agli autotrasportatori di acquisire traffici proponendo "qualsiasi" prezzo, tanto poi avranno sempre la possibilità di chiederne un altro.
Ma c'è di più: se il cliente incarica un'azienda di autotrasporti, la quale poi si avvale NON di mezzi e autisti propri, ma di "padroncini", secondo la legge il "padroncino" (seppur sconosciuto al cliente) può rivalersi (anziché nei confronti dell'azienda di autotrasporti che ha fatto da intermediaria) anche nei confronti del cliente.
A questo punto i "clienti" devono correre al riparo, o no?
Quindi, secondo logica, nessuno più incarica un "padroncino" per l'esecuzione di un trasporto (il rischio di dover pagare somme non previste è davvero troppo grande) e quand'anche un cliente incarichi un'azienda di trasporto PRETENDE la sottoscrizione di un contratto con l'impegno ad utilizzare solo mezzi ed autisti propri.
Non ci vuole Einstein per capire che i "padroncini", a breve, non troveranno più nessuno disposto ad ingaggiarli per un qualsiasi lavoro.
Non lo faranno i clienti e non lo faranno le aziende di trasporto.
Alla fine, grazie alla legge voluta così testardamente dalle associazioni di categoria che dovrebbero proteggerli, i "padroncini" saranno tutti quanti senza più lavoro.
Colpa dei clienti e/o dei committenti?
Mah, a me pare che la colpa stia altrove, ma ognuno è libero di interpretare la situazione come meglio crede.
Paolo Federici
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