La nave dei sogni
Il blog di Paolo Federici dedicato al mondo del trasporto (con un occhio di riguardo per il marittimo)

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30 dicembre 2011

uno Stato usuraio

partiamo da una premessa: l'IVA è una tassa che grava sul consumatore finale.
Lo Stato, incapace di incassare l'IVA dal consumatore finale, chiede aiuto alle aziende.
Così le aziende aggiungono, nelle loro fatture, l'IVA: IVA che, una volta incassata, poi versano allo Stato.
Quindi una prima condiderazione: lo Stato chiede aiuto alle AZIENDE perché si comportino da esattore.
Un esattore, per il suo lavoro, andrebbe pagato.
Invece lo Stato "impone" alle AZIENDE di fare questo lavoro in maniera completamente gratuita.
Ma non basta: nel momento in cui un'azienda "aggiunge" l'IVA alla sua fattura, lo Stato quell'IVA la vuole "indipendentemente" dal fatto che l'azienda sia stata pagata o meno.
E la vuole ... subito (o quasi).
Io dico: "caro Stato, mi hai chiesto di agire da esattore, e va bene, mi hai chiesto di farlo "gratis", e va bene, ma che adesso io debba anticipare l'IVA per conto di altri mi sembra un po' troppo."
Però, non è che si possa fare altrimenti: come dicevano i latini, dura lex sed lex.
Questa è la legge e pertanto ... anticipare l'IVA per conto terzi fa parte del "gioco".
Se l'AZIENDA è una società che si occupa di IMPORTAZIONI, non solo lo Stato le chiede di versare l'IVA indipendentemente dal fatto che quella merce venga venduta o meno, ma le chiede di versarla tassativamente al momento dell'IMPORTAZIONE (allo sdoganamento).
Nel resto dell'Europa, gli altri Stati concedono agli importatori di versare l'IVA solo "dopo" che la merce è stata "immessa in consumo", ma noi siamo diversi: in Italia si deve pagare subito.
Però possiamo avere la concessione (dietro una montagna di garanzie fideiussorie) di una dilazione di pagamento, al massimo di un paio di settimane.
E se, alla scadenza delle due settimane, l'AZIENDA non ha somme sufficienti per VERSARE (anticipandola per conto terzi) l'IVA allo Stato?
Scatta un'ammenda pari al 30 per cento della somma dovuta.
Ci rendiamo conto?
Se lo STATO tarda a pagare una mia fattura di sei mesi, un anno o anche più ... non c'è possibilità di reclamare nè di richiedere alcun "compenso" aggiuntivo.
Se invece la mia AZIENDA tarda di pochi giorni a versare DAZIO e IVA all'importazione, ecco la mazzata del 30 per cento di maggiorazione.
Ma lo STATO è buono e vuole aiutare le AZIENDE in difficoltà (che poi, quale sarebbe la difficoltà? Non avere soldi da ANTICIPARE per conto di altri?).
Per cui se il pagamento verrà fatto entro 15 giorni dalla scadenza, anziché l'ammenda del 30 per cento si potrà compensare con un misero interesse del 2,4 per cento.
Che bravo, vero?
Cosa volete che sia, il 2,4 per cento.
Ah, un piccolo particolare: il 2,4 per cento si calcola AL GIORNO.
Un giorno di ritardo? 2,4 per cento di interessi.
Due giorni di ritardo? 4,8 per cento di interessi.
Tre giorni di ritardo? 7,2 per cento di interessi.
Gli strozzini sono molto più a buon mercato.
Paolo Federici

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