adesso che la OMSA ha deciso di spostare la produzione all'estero, tutti a stracciarsi le vesti e lamentarsi.
Però sarebbe il caso di farsi un esame di coscienza: quante volte, nella scelta di un prodotto (o di un servizio) preferiamo affidarci a società estere anziché italiane?
In quel caso ognuno guarda il proprio portafoglio e pensa solo a risparmiare, cercando il prodotto che costa meno.
Ovviamente questo significa che le ditte italiane chiudono ... o, per sopravvivere, sono costrette a trasferire la produzione all'estero.
Insomma, c'è sempre il rovescio della medaglia.
Ad esempio: quando scegliete di affidare le vostre spedizioni ad una società di trasporto, vi fare qualche scrupolo di verificare se quella società
sia italiana oppure no?
Io credo che nel 99 per cento dei casi (ma potrei tranquillamente dire 100) nessuno sceglie il trasportatore e/o lo spedizioniere in base alla nazionalità.
Eppure è evidente che se la società è italiana ... i guadagni rimangono in Italia, le tasse vengono pagate in Italia ed il beneficio è per tutti gli italiani.
Se invece si tratta di una multinazionale estera ... i guadagni vanno all'estero, le tasse
sugli utili NON vengono pagate in Italia ed il beneficio è solo per le tasche di chi ha (forse) risparmiato qualcosa.
Allora MADE IN ITALY non dovrebbe voler dire solo "comprare" prodotti italiani, ma anche affidarsi a "servizi" italiani, utilizzando autotrasportatori italiani, spedizionieri italiani, compagnie di navigazione italiane, compagnie aeree italiane ...
Lo so, sono un sognatore: nel mondo globalizzato questo non esiste.
Quindi gli autotrasportatori italiani, gli spedizionieri italiani, le compagnie di navigazione italiane, le compagnie aeree italiane ... continueranno a chiudere o a essere "assorbite" da qualche grosso gruppo multinazionale estero.
Perdendo posti di lavoro, perdendo ricchezza, insomma ... perdendo su tutti i fronti.
Nel mio particolarissimo settore (quello del "consolidato marittimo") è di oggi la notizia che un grosso gruppo americano (VANGUARD) è appena stato venduto (pare per 500.000.000 di dollari) ad un grosso gruppo egiziano (MANSOUR).
Insomma, laddove prima guadagnavano gli americani, da oggi cominceranno a guadagnare gli egiziani.
Ma, in fondo, qualcosa di analogo era successo qualche tempo fa quando un grosso gruppo olandese (ECU LINE) era stato venduto ad un grosso gruppo indiano (ALLCARGO).
Continuiamo a far arricchire le multinazionali estere ... fino a quando, come per quei dieci piccoli omini di Agatha Christie, non ne rimarrà (di italiani) più nessuno!
Paolo Federici
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