La nave dei sogni
Il blog di Paolo Federici dedicato al mondo del trasporto (con un occhio di riguardo per il marittimo)

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18 gennaio 2012

Parassitismo e professionalità


organizzare un trasporto internazionale non è cosa da poco: infatti per fare lo spedizioniere necessitano titoli e preparazione adeguata.
Il coordinamento tra diversi operatori (corrieri, autotrasportatori, magazzini, dogane, porti e aeroporti, compagnie marittime e aeree, enti statali preposti agli innumerevoli controlli, agenti esteri presenti nei paesi di destino ... addirittura i rapporti con le banche quando c'è da negoziare un credito) è simile al coordinamento che mette in atto un architetto quando, per costruire una casa, dirige muratori, piastrellisti, elettricisti, idraulici, imbianchini ...
Avete mai sentito un muratore contestare l'architetto considerandolo un "parassita" dell'intermediazione?
Eppure il lavoro manuale lo fa il muratore, mica l'architetto!
Ma nessuno, onestamente, hai mai pensato all'architetto come ad un parassita, vero?
Però c'è qualcuno che ancora si ostina a considerare lo spedizioniere come un "operatore dell'intermediazione parassitaria" (letto sull'intervista a Paolo Uggè pubblicata su "LOGISTICA" di gennaio 2012).
E questi altri non è che il presidente della maggiore associazione di autotrasportatori presente in Italia.
Come dobbiamo fare per spiegargli che il trasporto camionistico è solo una piccola (a volte piccolissima) parte dell'intero trasporto che uno spedizioniere gestisce?
Come facciamo a spiegargli che per andare a New York ci sono le navi e gli aerei ... e non ci vanno davvero i camion.
Come facciamo a spiegargli che dialogare con la dogana non è cosa che può fare un padroncino?
Come facciamo a spiegargli che la logistica è una scienza moderna ed in continua evoluzione (necessita di magazzini, di tecnonolgia, di software, di preparazione, di uomini e di gru ...) e non rientra certo tra i servizi che può offrire un autotrasportatore?
Come facciamo a spiegargli che quando arriva merce dal Giappone, per la quale noi (in collaborazione con il nostro agente) gestiamo il servizio door to door, siamo solo noi che possiamo incaricare un corriere per la consegna finale?
Il problema è che in Italia siamo abituati a considerare il trasporto camionistico come il "deus ex machina" dell'intero mondo del trasporto e questo è un grosso handicap (in Germania ed in Francia la maggior parte dei trasporti INTERNI avviene per ferrovia o per via fluviale).
Solo che anziché ringraziare gli spedizionieri che, saltando sugli aerei per andarsi a cercare il lavoro anche all'estero, riescono poi a portare a casa dei contratti per gestire i trasporti da affidare - per la tratta italiana - agli autotrasportatori italiani, qualcuno continua ad accusarli di parassitismo.
Paolo Federici

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